Ci eravamo messi alla finestra e il mondo è passato

  • Diario della Pandemìa da novembre 2020

Sono passati mesi dal primo lockdown che, a pensarci bene non è mai stato dichiarato chiuso e anche quando qualcuno lo farà, da qualche parte nelle nostre teste non smetterà mai di esistere. Ce lo dimenticheremo, forse, ma rimarrà. Nel 3049 ci saranno ancora tracce di lockdown nel dna.

Siamo entrati nell’inverno del nostro scontento. Per alcuni è cominciato prima: il ritmo interno ha smesso di rispondere agli automatismi cui era assuefatto. Se è vero che la routine scandisce è anche vero che quando parliamo di lei continuiamo a pensare che faccia rima con…


Così è arrivata l’estate 2020. Ancora non riesco a starci dentro all’estate sono distratta, era solo gennaio, avevo qualche preoccupazione nella testa condita dai moti dell’ansia e di lì a qualche settimana, invece, chiusa in casa. Era arrivato un puntino a riscriverci le vite.

Il virus lo chiamo puntino come ha fatto una bambina un giorno. Un caro amico stava traslocando ed eravamo fuori dal suo portone. Una piccola in bicicletta si è fermata incuriosita. Ci ha guardati e poi ai suoi genitori poco distanti ha detto: «Cosa si stanno dicendo queste persone?». Stavamo parlando di come ci stava cambiando…


VAL TREBBIA

Di seguito fatti, azioni, decisioni che possono essere utili, a me per ricordare, a chi vive la stessa situazione, e ho perso il conto, per sentirsi meno inerme.

Disclaimer: ricordate quella storia per cui cerchiamo sempre conferma delle teorie di cui ci innamoriamo? Il virus se ne fotte. Lui fa il suo unico mestiere, contagiare. Ci sarà il tempo dell’elaborazione, delle responsabilità penali, civili, personali. Adesso è il tempo della dignità, della fiducia e di essere coraggiosi, ognuno a modo suo.

Giorno 1 — martedì 24 marzo 2020

Sento mio padre al telefono. Ha tosse secca e raffreddore. Sento il…


Stiamo vivendo nel tempo sospeso. È un tempo nel quale mi è capitato di vivere in altri periodi della mia vita. La scrittura l’ho sempre utilizzata come strumento di elaborazione personale ma ho sempre scritto dopo però. Non ho quasi mai scritto durante, tranne nei diari personali, forse li ho persi o forse li ritrovo.

Ricomincio perché vorrò ricordare tutto, perché questo tempo sospeso per la prima volta non lo sto vivendo da sola, ma con altre persone.

Il tempo sospeso è una specie di tunnel che si manifesta quando succede qualcosa che divide il tempo del prima e il…


Oggi è il 4 di marzo, il sole è quello primaverile l’ho visto prima dalla finestra.

Milano è Zona Gialla dal 24 febbraio. Ce la passiamo meglio di chi vive nella Zona Rossa ma la differenza che c’è tra i due colori e i due stati è labile e può cambiare da un momento all’altro. Noi siamo loro e loro sono noi. Si chiama precarietà lo stato nel quale siamo tutti immersi dal giorno zero.

Stiamo imparando a convivere con un ospite indesiderato. Ci avesse calpestato Godzilla sapremmo contro chi combattere. Godzilla lo vedi. …


Avevo circa 17 anni o giù di lì ed ero al mare, nello stesso posto in cui andavo da anni con lo stesso giro di amici estivi più o meno da quando avevo 14 anni. Ci si scriveva cartoline e lettere durante l’anno e le feste, ci si prometteva di rivedersi ogni estate e di passare le giornate insieme. Una sera eravamo a casa di un paio di amici. C’era un ragazzo che mi piaceva e volevamo baciarci così ci eravamo allontanati dagli altri. Della sua stanza ricordo una cosa: c’erano tutte le prese d’aria coperte dalla carta di giornale…


Sono successe un po’ di cose molto recentemente per me indicatrici di un sistema che sta implodendo e che sta cercando di conservare lo status. Ogni giorno che passa il gigante mostra le sue debolezze. Di seguito scriverò di argomenti disdicevoli come le polemichétte da circolo di cucito degli intellettuali (maschi) in Italia, della moda come veicolo di messaggi positivi, di altre cose ancora più disdicevoli come le contraddizioni insite nella natura umana, di Academy mainstream gestita da maschi bianchi vecchiotti, di Sanremo e conduttori (maschi) e di attivismo (di tutti).

#librinicarini

Un articolo su come viene divulgata la cultura…


Foto mia, lago insubre, novembre 2018

NON SCRIVO DA UN PO’ È DA UN PO’ CHE SCRIVO

Sto lavorando a un testo complesso e semplicissimo allo stesso tempo che mi sta impegnando molto in termini di energia. Soprattutto in quella della procrastinazione. Chi lo avrebbe mai detto, la procrastinazione. Il nome accettabile dell’auto-sabotaggio. Mi sto mettendo alcune trappole viventi per arrivare fino in fondo come Barbara (farò altri video prova così ci lavoriamo assieme, ok?), Laura (ti mando quella mail, anzi mandata ora), Betta (dice che non vede l’ora di leggere tutto), Michela che ha già un piano di organizzazione ufficio stampa. A Cat e Filo…


  1. Invece di mettere costantemente in dubbio le persone che vi raccontano una cosa molto brutta che può essere successa loro, mettete in dubbio voi stessi.
  2. Invece di mettervi a fare le pulci nelle differenze che possono esserci tra “molestia” “stupro” “catcalling” e fare la classifica tra chi ha più o meno diritto a sentirsi violato, vediamo di capire e di piantarselo bene nella testa come un chiodo inamovibile, che arrivano tutte dalla medesima matrice. Capito questo decidete se volete essere complici del carnefice o alleati della vittima.
  3. C’è un momento preciso in cui le zone di grigio tra chi perpetra…


It’s there a time to be a beauty queen / here she comes / it’s turn around / here she comes / surreal in her crown

Adesso ti siedi, smetti di fare quello che stai facendo perché oggi tocca a me parlare.

Le cose che ho da dirti sono sette e sono molto semplici.

1 - ti dico che mi dispiace se in qualche modo ho mancato ma non ho nessuna intenzione di scusarmi. Credi che la malattia ti chieda delle scuse quando compare? Pensa a me come a una macchina che ha voluto (e vuole) funzionare impiegando molte energie…

Daniela Losini

Catperson, redhair, backstage lover and counting

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